








Queste carte sono il frutto di un percorso di ricerca, ascolto e condivisione.
Siamo partite da una domanda: che supporto serve alle famiglie non tradizionali? — genitori single, famiglie queer, famiglie ricomposte. Abbiamo costruito sugli approcci e metodi del nostro gruppo di lavoro: psicologia positiva, mindfulness e self-compassion, Mindful Compassionate Parenting, approccio dialogico, Mother Nature, Visual Sensing e Teoria U.
Abbiamo incontrato esperte, attivisti, terapeute e ricercatori. Abbiamo sperimentato le intuizioni emerse facilitando cerchi di condivisione con genitori dalle storie più diverse, per osservare come queste atterrassero nelle esperienze vissute delle persone.
Ogni storia ci ha offerto nuove prospettive. Siamo andate oltre la parola parlata, attraversato una dimensione intuitiva ed emotiva, sostenuta dal Visual Sensing, che ha accompagnato ogni incontro lasciando parlare colori, corpo, gesto e intuizione. È stato un viaggio nel non binario e nella multiprospettiva.
Finché la domanda iniziale si è ribaltata: che nuove intuizioni può portare lo sguardo di genitori non tradizionali al viaggio della genitorialità in generale?
Abbiamo racchiuso in queste 43 carte il nostro percorso: sono a tua disposizione.
Queste carte funzionano insieme a te: puoi considerarle porte che aprono la strada a ricordi, emozioni, intuizioni, domande, tensioni che sono vive dentro di te.
Puoi usarle da sola: scegli una carta, lasciala depositare dentro di te e poi, se puoi, scrivi. Queste carte funzionano bene nel dialogo — anche nel dialogo con te stessa. Il dialogo aiuta a dipanare idee e sensazioni che emergono.
Puoi usarle in gruppo, in cerchio: ogni persona può sceglierne una per entrare in uno spazio di ascolto, dove ciascuna condivide storie e pensieri che la carta ha portato in superficie. È importante offrire un ascolto accogliente e ininterrotto (approfondisci qui sulla facilitazione dei cerchi di parola).
Prima di scegliere una carta:
Poi apri gli occhi, se li avevi chiusi, e lasciati scegliere da una carta: quella che emerge dal mazzo, quella che ti piace di più, oppure quella che ti respinge, ti infastidisce, cattura la tua attenzione. Spesso c’è lì un’informazione importante.
Clicca sulla carta per ingrandirla e prenditi di nuovo tempo. Lascia che l’immagine parli alla tua parte intuitiva.
Scorri la pagina: troverai il titolo della carta e un invito. Più sotto, un testo che intreccia una dimensione intuitiva ed esperienziale con una riflessione più razionale e teorica, radicata negli approcci che hanno accompagnato questo percorso. E, a volte, una pratica da fare — se vuoi — per approfondire cosa significa per te questa carta, in questo momento. In alcune carte troverai anche una storia raccolta durante un cerchio, che ha ispirato la carta, o altri spunti di approfondimento.
Queste carte nascono in contesti attraversati da differenze di storie, identità, linguaggi, posizionamenti. Per questo, quando vengono usate in gruppo, chiedono una particolare attenzione alla qualità dello spazio che si crea.
Facilitare la diversità non significa neutralizzare le differenze o fingere che siamo tutte uguali, ma creare condizioni perché ciascuna persona possa sentirsi al sicuro nell’essere presente così com’è.
Facilitando, il tono dello spazio è soprattutto nelle tue mani.
È l’energia più grande nella stanza a orientare il campo:
Inizia prendendoti cura di te, della tua energia e del tuo radicamento.
E se non lo sei, può esserci spazio per dirlo ad alta voce, con cura. Aprire uno spazio in cui è possibile nominare lo smarrimento, l’incertezza, il non sapere è un gesto concreto che mette anche le altre persone nella condizione di poter condividere il proprio.
Alcune attenzioni possono aiutare a sostenere questo spazio:
Ciò che viene chiesto è un’intenzione all’ascolto profondo, facendo del proprio meglio per come è possibile in quel momento.
Può essere utile anche nominare che qualcosa di ciò che verrà detto potrebbe generare disagio, fastidio, rabbia: abbiamo storie diverse, background diversi. Lasciati attraversare dal disagio, dal fastidio o dalla rabbia, ma non fare sì che prendano il controllo. E condividili, se vuoi, con cura.
Le illustrazioni di queste carte nascono da un processo intuitivo, somatico e generativo guidato dal metodo Visual Sensing®.
Durante ogni cerchio, Anna Maggi dipingeva dal vivo usando questo metodo: ascoltando con tutto il corpo ciò che emergeva dal gruppo. Così emozioni, tensioni, connessioni e silenzi prendevano forma e colore in tempo reale, restituendo sulla carta il paesaggio emotivo dell’incontro.
Al termine di ogni sessione, i partecipanti venivano invitati a sostare davanti all’immagine appena creata e a lasciarsi guidare dalle domande:
Spesso l’immagine permetteva di riconoscere qualcosa che avevano provato ma ancora senza parole. L’immagine ha aperto un’altra porta, meno razionale e più istintiva, dove la comprensione avviene prima di tutto attraverso il corpo.
Questi dipinti sono diventati la memoria visiva dei cerchi.
Insieme al team di UP, alcune porzioni delle opere sono state poi associate ai temi emersi, trasformandosi nelle illustrazioni delle carte.
Le immagini che trovi qui sono frammenti di quei momenti reali: tracce di storie condivise, condensate in segni e colori.
Un ponte emotivo per connettere chi era presente agli incontri e chi fruisce le carte.

Jörg è uno psichiatra e psicoterapeuta tedesco, terapeuta familiare, insegnante di mindfulness (MSC, MBSR, MBCT, MBCL, PNT), autore di MCP – Mindful Compassionate Parenting e MPL – Mindful Positive Living, sposato da 33 anni e padre di quattro figli.

Paola è una coach e formatrice italiana che vive a Vienna (Austria), mamma di due ragazzi. Con una formazione in sociologia ed esperienza di lavoro con i giovani, Paola integra approcci basati su mindfulness e self-compassion con pratiche somatiche di consapevolezza del corpo(embodiment). È attiva a livello internazionale, coinvolta in progetti a sostegno dei genitori, della leadership e della resilienza emotiva.

Sara è una facilitatrice, ricercatrice, insegnante di yoga e madre di due figli. È cofondatrice di Casa del Cuculo, un’organizzazione comunitaria e luogo di co-living rurale, e di Mother Nature, un progetto internazionale che crea spazi di supporto tra pari per madri e genitori attraverso percorsi di scoperta di sé, connessione con la natura e cerchi di parola.

Valentina è facilitatrice e progetta e realizza progetti di educazione non formale per bambini, giovani e adulti, con particolare attenzione ai temi ambientali, sociali e di crescita personale. È italiana e vive ai piedi del Monte Amiata, in Toscana. È mamma di due bambini e la maternità ha aperto per lei uno spazio di ricerca sulla complessità dell’essere madre. Da qui è nato il progetto Mother Nature.

Anna è un’artista e designer italiana e vive ad Amburgo, madre di 2 gemelli. Con una formazione in pittura, comunicazione visiva e pratiche olistiche, esplora la connessione tra arte, corpo e intuizione attraverso il Visual Sensing®, una pratica di pittura somatica che trasforma le emozioni in opere astratte create dal vivo. Collabora in tutta Europa in contesti artistici, educativi e di crescita personale.